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Sala stampa - anno 2005

FederSerd: droga, allarme rosso

Roma - Droga, sesso e debiti sui banchi della scuola media. E’ allarme rosso: lo lanciano gli operatori della Federazione italiana Operatori Dipartimenti e Servizi delle Dipendenze (FeDerSerD).

Cocaina e hashish già si usano a 11-12 anni. A quindici si rivolgono al SerT. Sempre più ragazzine 'acqua e sapone', comunque insospettabili come i loro coetanei: diligenti a scuola e bravi a casa tutta la settimana. Il sabato c’è la droga che dà lo sballo per due ore. Vengono aperte dagli spacciatori linee di credito a ragazzini e ragazzine: in cambio del debito, spaccio e poi, se non basta, prestazioni sessuali".

"Davanti a tutto questo, genitori distratti: il problema maggiore è la mancanza di comunicazione. Più attenti gli insegnanti che spesso accompagnano i ragazzi ai SerT. In un’Europa dove tutto cresce, cala solo il prezzo delle droghe: eroina e hashish anche a 5 euro. Hashish sempre più potente con effetti allucinogeni. Sta scomparendo la siringa, sempre più si fumano eroina e cocaina. L’ultimo grido è la 'catata', l’effetto della cocaina fumata in una bottiglietta".

"Nei SerT, accanto al mitico metadone, c’è la buprenorfina per l’eroina e il coabuso di cocaina". E’ l’annuncio shock che dà il dottor Claudio Leonardi, medico romano e presidente del Congresso della Federazione italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze (FeDerSerD), nella conferenza stampa di presentazione del I Congresso FeDerSerD Lazio, a Roma fino al 10 giugno.

La conferma che gli scenari in Italia sono drammaticamente cambiati, con i giovanissimi altrettanto drammaticamente protagonisti, viene dal dottor Andrea Fantoma, direttore generale del Dipartimento nazionale per le Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio. Andrea Fantoma, dà ai giornalisti alcune anticipazioni della "Relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze 2005".

"A undici anni, in quell’età, fra il ragazzo e l’adolescente, quando ancora si frequenta la scuola media, c’è il primo, occasionale contatto con la droga. Ma già fra i 15 e i 16 anni – dice il dottor Andrea Fantoma – l’uso non è più occasionale. Si prendono i cannabinoidi, ma attenti: non è il vecchio spinello degli anni ’70, che conteneva una piccolissima dose di sostanza. Adesso, nei prodotti che vengono sequestrati, la percentuale ha raggiunto anche il 15-16 per cento. Ragazzini insospettabili, vanno bene a scuola, giocano al calcio. E ragazzine 'acqua e sapone'. Mi rendo conto che è un annuncio che può provocare sconcerto. Ma è la realtà di oggi, che sarà documentata nella Relazione al Parlamento. Un’anticipazione che deve far riflettere, come quella che i cannabinoidi e la cocaina stanno crescendo in modo preoccupante in tutto il Paese”.

"Mancano i fondi, cala l’attenzione sulla dipendenza e noi aguzziamo l’ingegno. Scendiamo sul territorio – spiega Alessandro Coacci, presidente della FeDerSerD – e cerchiamo alleati. Da tre anni abbiamo un dialogo stretto e una sintonia altrettanto stretta con il privato sociale accreditato, cioè le Comunità terapeutiche, per un processo di alta integrazione. Il congresso della FeDerSerD acquista una particolare valenza. Il tema dei lavori riguarda la gestione delle dipendenze patologiche: dalle evidenze scientifiche alla pratica clinica”. Il congresso si svolge da mercoledì pomeriggio a venerdì 10 all’Holiday Inn Eur Parco dei Medici, viale Castello della Magliana 65 a Roma.

Droga, mondo sommerso

E’ impossibile valutare l’indice di chi si droga in Italia in modo occasionale o continuo. Si conosce solo un dato, quello di chi, tossicodipendente, chiede aiuto al SerT. Ogni 10mila italiani 51 soggetti fra 15 e 54 anni vanno al SerT. Ogni sette uomini c’è una donna. Al Sud ogni cento persone che si recano al SerT 92 sono uomini; nelle Isole gli uomini sono 90 mentre nel Nord Est sono 83; nel Nord Ovest e nel centro sono 85. L’età media di chi entra al SerT per la prima volta è di 30 anni; fra i soggetti già in carico la media è di 34 anni.

In testa l’eroina ma cala, cresce la cocaina

Cala il consumo di eroina, anche se resta la sostanza più usata. Diminuisce quella che si assume via endovena, cresce quella che si fuma. Aumenta la cocaina, come pure l’hashish. Ora, nelle dosi di hashish c’è una concentrazione di sostanza del 15-16 per cento con effetti allucinogeni. La concentrazione era del 2 per cento fino a poco tempo fa e non dava allucinazioni.

La geografia dei consumi

Il consumo di eroina è più alto al Centro mentre il valore minimo si registra al Sud. Quello di cocaina è più alto nel Nord Ovest, quello di ecstasy a Nord Est. Al Sud il primato dei cannabinoidi.

Il consumo tra i giovani

I giovani studenti consumano più cannabinoidi e cocaina rispetto a quelli che lavorano. Le due sostanze sono preferite anche dalle ragazze che non studiano. I ragazzi che frequentano le palestre ricorrono agli steroidi.

Identikit del ragazzino che si droga

"Spesso – dice Leonardi – è figlio unico, se è presente un fratello o una sorella, questo è più grande di almeno dieci, quindici anni; appartiene a una famiglia borghese nella quale il padre lavora dodici ore al giorno, spesso è all’estero o comunque fuori casa. Frequentemente il padre è assente per separazione o, peggio, è un 'assente ingiustificato'. La mamma, se non lo è il papà, è una donna in carriera. I guai peggiori sono nelle famiglie dove tutti e due i genitori sono in carriera. Fra i giovanissimi prevalgono l’uso di ecstasy e hashish, poi vengono alcol e cocaina".

Identikit della ragazzina che si droga

"Le ragazzine che precocemente si approcciano alla droga non sono, agli occhi degli adulti, delle 'sbandate'. Arriva al Ser.T. o comunque a chi è esperto in questo campo una particolare ragazzina. Ti aspetti – afferma Leonardi – una ragazzina sopra le note per il trucco, per il vestire e anche per gli atteggiamenti. Invece scopri una ragazzina acqua e sapone. Il problema, in pratica, è che questa ragazzina non sa comunicare né attraverso il linguaggio e i comportamenti né attraverso il proprio corpo. I genitori, di questo, non se ne rendono quasi mai conto. Anche perché questi soggetti non vanno male a scuola, non sono intraprendenti sentimentalmente. Il quadro si rovescia se ci troviamo di fronte ad un disturbo del comportamento alimentare”.

Linee di credito ai ragazzi, anticamera della prostituzione

I mercanti della morte non solo hanno individuato come obiettivo primario gli adolescenti ma hanno messo in campo una strategia da esperti di marketing: aprono "linee di credito" ai ragazzi e cioè consente loro di indebitarsi anche al limite dei 1.500 euro. Questo già era stato messo in campo in qualche occasione nei confronti dei maschi ma adesso si è generalizzato. La novità, infatti, è che le linee di credito sono state aperte anche alle ragazzine. Quando il tetto del debito è stato raggiunto – lo spacciatore conosce bene l’estrazione sociale della ragazzina – minaccia di avvertire i genitori e davanti alla paura della stessa ragazzina avanza indecenti proposte, senza trascurare la scappatoia della prostituzione.

Identikit dell’adulto che si droga

Età media 30 anni, è disoccupato o sottoccupato e usa spesso eroina associata ad alcol. C’è anche l’occupato stabilmente che cade nella droga in caso di fallimento o traguardo non raggiunto. Per quanto riguarda invece l’alcol, l’uomo ha tra i 35 e i 45 anni, socialmente stabile. Completamente sommerso l’alcolismo femminile che riguarda tutte le età.

Quante dosi al giorno

C’è tossicodipendente e tossicodipendente, ma solitamente un soggetto si fa da tre a quattro volte al giorno. Si arriva anche a sette-otto.

Terapia

Il primo approccio è quello farmacologico. E’ di fatto il corretto inizio di un complesso trattamento, necessariamente multimodale, che vede oggi affiancato al "mitico" metadone un altro farmaco, la buprenorfina, i cui risultati si stanno sempre più consolidando nella cura della dipendenza da eroina e in quella associata da eroina/cocaina.

Morire di droga

Sotto i 20 anni, di più le ragazze. Cala il numero dei decessi dopo i picchi del 1995, del 1996 e la stabilizzazione del 1999 e del 2000. Nel 2003 i decessi sono stati 429: l’indice più basso degli ultimi tempi. Il 30 per cento dei decessi si è registrato nel Centro e nel Sud; il 18,4 nel Nord Est; il 16,8 nel Nord Ovest; il 5,6 nelle Isole. Un decesso su quattro ha riguardato persone tra i 30 e i 34 anni. Crescono i decessi tra gli under 21: dall’1,4 del 2002 si è passati al 3,5 del 2003. Di più le ragazze: 8,6 per cento contro 2,7.

Calano i prezzi

I trafficanti calano i prezzi della droga e così aumenta il consumo. Adesso, un "pezzo di fumo", cioè l’hashish, costa 5 euro a dose. Il prezzo sale secondo la concentrazione. La dose di cocaina, indipendentemente dal suo peso, con una concentrazione di sostanza attiva pari al 10-15 per cento, costa 50 euro. Per concentrazioni più alte, il prezzo naturalmente sale. L’eroina costa 5 euro a dose alle concentrazioni del 5-6 per cento. Al 10-15 per cento non è facile da trovare. Si diffonde sempre più il fumo di eroina e cocaina, soppiantando l’ago.

Il trucco dell’urina falsa

Quando una persona viene sottoposta a un controllo per accertare se si è drogato si ricorre all’analisi delle urine. Ebbene, si sta sempre più diffondendo un trucco. Si introduce in una provetta urina di un amico che non si droga; la provetta viene nascosta nella vagina o nell’inguine. Al momento dell’analisi, il tossicodipendente, con scaltrezza, mette l’urina falsa nel contenitore. Se il soggetto non è stato abbastanza scaltro nel riscaldare l’urina, l’operatore se ne accorge perché le urine sono fredde.

Il trucco dello shampoo alla cocaina

L’esame delle urine non è l’unico: c’è anche quello del capello. Il grande spacciatore non si droga e, quando viene sorpreso, si fa uno shampoo alla cocaina impregnando così i capelli di droga. Risultando attraverso l’esame che è un tossicodipendente, può chiedere di usufruire delle attenuanti che riguardano un drogato che è in possesso di droga per uso personale.

L’ultimo sballo: la "catata"

"Catata" in napoletano vuol dire "capocciata". Si prende una bottiglia di vetro sigillata contenente una bibita. Con un particolare strumento, molto comune, si pratica nel vetro un foro attraverso il quale si introduce una cannuccia. Fatta uscire la bibita, si introduce un po’ d’acqua. Poi si avvolge il tutto con carta stagnola. Intanto si prepara a parte la "pietra", una miscela di cocaina e bicarbonato. Indi si pone la pietra sul tappo e si scalda la bottiglia. Alla fine, si fuma la droga. L’effetto che dà questa cocaina fumata è pari a quando si dà una violenta capocciata.